Il fenomeno dei fulmini globulari
on febbraio 22nd, 2012 at 22:28

Sono palle di luce che passano attraverso i vetri e i camini, rimbalzando sul terreno, si spostano in aria cambiando direzione, sfrigolano come fiammiferi in accensione, si presentano in vari colori, forme e dimensioni. Se capita di vederne una è meglio non toccarla: potrebbe ustionarvi. Ma non bisogna preoccuparsi troppo: non possono folgorare. E così come sono apparse, dopo pochi secondi (ma possono durare anche più di un minuto) spariscono nel nulla, talvolta con una piccola esplosione. UFO? No, sono fulmini globulari o Ball Lightning (BL): un fenomeno fisico di cui la scienza, dopo molte incertezze, oggi accetta l’esistenza, anche perché alcune palle di fuoco sono state viste da scienziati ed una si è addirittura materializzata, il 3 agosto 1982, dentro il famoso Cavendish Laboratory di Cambridge.Ma il fatto che la loro esistenza non sia più in dubbio non significa che sia stata trovata anche una spiegazione esauriente della loro natura. Anzi.
Innocui per le persone
Gli studiosi che si occupano del fenomeno hanno ormai raccolto testimonianze sufficienti a descrivere con precisione il fenomeno in tutte le sue varianti. «Ci sono racconti riportati da vari scienziati, fin dal XVII secolo» spiega Albino Carbognani, del dipartimento di fisica dell’università di Parma, il maggior esperto italiano del fenomeno.«Il direttore dell’osservatorio astronomico di Parigi F. Aragone descrive 30 casi già nel 1859. E il famoso astronomo francese Camille Flammarion riporta osservazioni che risalgono addirittura al 1557». L’analisi di queste testimonianze porta a conclusioni decisamente strane. le statistiche dicono, per esempio, che più del 50% dei BL viene osservata all’interno delle abitazioni, dove entrano passando da finestre o caminetti. A Mosca, nel 1977, un fulmine globulare arancione di 5 cm entrò in un’aula scolastica bucando il vetro e dissolvendosi subito dopo.In altri casi i fulmini sono passati invece attraverso i vetri senza danneggiarli. Anche alle persone non sembra siano in grado di riportare gravi ferit. «Con BL non si rischia la folgorazione, al massimo qualche ustione» spiega Carbognani. In compenso non c’è un modo noto ed efficiente per difendersi da loro: entrano in casa attraversando perfino finestre chiuse e vanno ove vogliono…».
Entrano negli aerei
Un altroluogo frequentato dalle palle di luce sono gli aerei, preferibilmentead alta quota. Il che è ancora più strano perchè negli aerei, che hanno una fusoliera metallica, l’interno è elettricamente isolato dall’esteno. Gli avvistamenti sono avvenuti in tutto il mondo. La maggior parte proviene però dalla Russia. In Italia il fisico Albino Carbognani ha raccolto, dal 1998 ad oggi, le testimonianze di 3 casi: uno a Catania, uno a Formello (Roma) durante un temporale e sempre in una casa, uno, il più grande (un metro di diametro e arancione), sul preappennino romagnolo, conclusosi con una forte esplosione. L’aspetto dei fulmini globulari è molto vario, sia per il colore sia per la struttura: «Possono apparire solidi con un involucro gassoso che sambra riflettere la radiazione dell’ambiente esterno» spiega Carbognani «oppure rotanti, multicolori e circondati da un involucro trasparente, oppure ancora in combustione (per quelli più piccoli)». Si muovono in tutte le direzioni ma mai verso l’alto. Possono andare anche contro vento e in alcuni casi sono stati attratti da oggetti metallici al suolo.
L’ipotesi del Nobel

In più dì 100 anni di indagini sul fenomeno sono state avanzate molte ipotesi sull’origine del fenomeno: da quella nucleare a quella che li varrebbe nati, da microtemporali, in seguito alla formazione di una specie di aerogel di particelle atmosferiche Ma nessuna ha ancora trovato una conferma definitiva. L’unico modo considerato valido dagli scienziati per convalidare un’ipotesi sarebbe di usarla per riprodurre una palla di luce in laboratorio. E tutti i tentativi fatti finora hanno invece dato luogo, al massimo, a presunti fulmini globulari di qualche cm di diametro, non troppo simili a quelli naturali. Le ipotesi comunque si dividono in due gruppi principali: quelle che ipotizzano una sorgente energetica esterna ai fulmini globulari e quelle che pensano che la sorgente sia all’interno del fulmine stesso.
Una delle più note del primo tipo è quella avanzata dal fisico russo Petr Leonidovic Kapitza, Nobel per la fisica nel 1978. Secondo Kapitza, la loro durata, relativamente lunga, è dovuta alla presenza di una fonte energetica esterna, probabilmente un sistema di onde elettromagnetiche stazionarie fra nubi e suolo originate da temporali. All’interno di un campoelettromagnetico dì questo tipo si creano infatti regioni dove le onde hanno minore intensità (“nodi”) e altre dove l’intensità è massima (antinodi”). Negli antinodi l’onda elettromagnetica può essere così intensa da separare, nei gas atmosferici, gli elettroni dagli atomi, producendo una piccola regione ionizzata, composta cioè da plasma (miscuglio di nuclei atomici e di elettroni non legati tra di loro), che assorbe ulteriormente onde elettromagnetiche fino a creare un fulmine globulare.
Silicio incandescente
La teoria di Kapitza è del 1955. Da allora la ricerca è proseguita, fino ad arrivare alla recentissima teoria pubblicata sulla rivista scientifica britannica Nature da John Abrahamson e James Dinniss, fisici neozelandesi dell’università dì Canterbury. Secondo i due i fulmini globulari sarebbero originati, da una particolare reazione chimica tra un fulmine “normale” e il suolo. In questa reazione si formerebbero infatti filamenti di microparticelle di silicio e carbonato di silicio che bruciano a contatto con l’ossigeno, emettendo l’energia necessaria a formare i fulmini globulari. In laboratorio il modello ha funzionato solo in parte: si sono cioè formate le microparticelle di silicio, ma non il fulmine globulare. La teoria dei ricercatori neozelandesi prevede anche che il fulmine globulare diventi visibile solo a distanza di qualche minuto dal fuImine, il che permetterebbe di spiegare molte testimonianze che parlano di fulmini globulari non assodati a fulmini “normali”.
La stagione dei fulmini

Il problema è che entrambe queste teorie associano i fulmini globulari ai temporali, mentrevari episodi (circa il 10% dei casi) sono avvenuti con il cielo sereno. Forse erano comunque presenti temporali in zona, ma il cielo sereno potrebbe anche essere un indizio del fatto che i temporali non sono l’unica condizione in cui si formano fulmini globulari. Quel che è certo è che la distribuzione annua dei fulmini globulari nell’emisfero nord corrisponde a quella dei temporali, con valori massimi a luglio-agosto.
Che cosa sono allora i fulmini globulari? Per il momento è facile dire che cosa non sono. Secondo gli studi di un altro ricercatore, statunitense Martin Uman, non possono essere ad esempio provocati da fenomeni termici, come un corpo che si sta raffreddando, perché hanno dimensioni e forma costanti e non salgono mai verso l’alto (come i corpi caldi dovrebbero fare). Essendo mobili non possono essere un effetto “corona” come i fuochi di S. Elmo, in cui la scarica rimane attaccata a corpi conduttori di elettricità (ad esempio gli alberi delle barche, che diventano così luminosi e scoppiettanti). Potendo materializzarsi all’interno di strutture metalliche come gli aerei, infine, non dovrebbero essere originati da sorgenti di energia esterna. Insomma i fulmini globulari sono ancora un mistero. E per studiarli sono d’aiuto tutte le osservazioni possibili.
Elfi spettri e altri strani fulmini

Ci sono anche altri fulmini misteriosi, oltre a quelli globulari. Sono i cosiddetti “elfi”: effetti di luce a metà strada tra i fulmini e le aurore boreali che si manifestano opra le nuvole (e quindi sono difficilmente visibili) durante i temporali. Scoperti nel 1994, sono di vari tipi: spettri rossi, getti blu, elfi ad anello.
Alcune teorie
Secondo uno dei dei più attenti studiosi del fenomeno, il meteorologo americano Walt Lyons, potrebbero avere un ruolo cruciale nell’equilibrio elettrico globale, ed essere in pratica la manifestazione visibile del passaggio di energia dalla Terra allo spazio. Si verificano in conseguenza di un fulmine “normale” e sono probabilmente la manifestazione luminosa di flussi verso l’alto di elettroni accelerati.
L’astrofisico Hughes, i fulmini globulari possono spiegare gli ufo?
Il Telegraph e la BBC hanno dato grande risalto alla notizia che molti avvistamenti di Ufo potrebbero essere spiegati con fulmini globulari e altri fenomeni atmosferici, come le meterore. Banalità? Forse ma se a sostenerlo è, l’astrofisico australiano Stephen Hughes, un’istituzione in materia allora la notizia diventa da prima pagina. Lo scienziato ha effettuato uno studio dettagliato di un evento insolito avvenuto nel 2006, quando sopra Brisbane furono osservate grandi meteore. L’avvistamento avvenne contemporaneamente a quello di un oggetto verde acceso, che rotolava sulle montagne vicine. A seguire le deduzioni della ricerca.Il dottr Hughes ha avanzato una teoria che lega l’oggetto avvistato– presumibilmente un fulmine globulare – alle stelle cadenti. La sua tesi è che una delle stelle cadenti potrebbe aver innescato momentaneamente una connessione elettrica tra l’atmosfera superiore e la terra, fornendo l’energia necessaria perchè il fulmine globulare apparisse sulle colline.
Spiegazione che l’astrofisico ha messo nero su bianco su una pubblicazione della Royal Society. Il Dottor Hughes racconta che l’episodio straordinario, avvenuto durante una notte di bel tempo, è proprio il genere di avvenimento che potrebbe indurre alcuni a pensare do aver assistito ad attività UFO.”Se mettete insieme inspiegabili fenomeni atmosferici, forse di natura elettrica, con la psicologia umana e il desiderio di vedere qualcosa -ecco che si potrebbero spiegare un sacco di questi avvistamenti UFO”, ha detto a BBC News.Lo scienziato, che è docente presso la Queensland University of Technology, ha avviato lo studio dopo essere stato chiamato dalla tv locale a guardare “oltre” e spiegare le foto delle palle di fuoco catturate dai membri del pubblico su cellulari con fotocamera.Sembra che almeno tre palle di fuoco singole sono stati visti la notte del 16 maggio 2006.
I fulmini globulari e la ricerca del 2007
Due fisici sperimentali brasiliani, Antonio Pavo e Gerson Paiva, dell’Università Federale di Pernambuco (Brasile), hanno annunciato già nel 2007 di avere riprodotto con successo nel loro laboratorio il processo di formazione dei fulmini globulari, basandosi su una teoria fisica precedentemente formulata dal loro collega statunitense Graham Hubler, dell’ U.S. Naval Research Laboratory di Washington.In termini molto semplici, la teoria prevede che i fulmini globulari siano il risultato di fenomeni elettrici e chimici. Il punto di partenza è un classico fulmine che scarica la sua energia a terra. Nel punto di impatto si producono altissime temperatura che vaporizzano gli elementi chimici come il silicio contenuti nel suolo. Le particelle di silicio, a loro volta, combinandosi con l’ossigeno presente nell’atmosfera, formano una nuvoletta incandescente di plasma (gas ad alta temperatura) di dimensioni variabili da una palla da tennis a un pallone di calcio. Così il fulmine globulare comincia a fluttuare nell’aria per qualche secondo, emettendo bagliori variopinti e terrorizzando la gente, prima di dissolversi, talvolta con un fragore assordante.Naturalmente lo studio che collega Ufo e Globulari non dice niente di assoluto, e francamente la teoria non è nuova per la natura particolare dei fulmini globulari, il ragionamento è sempre lo stesso, queste spiegazioni possono coprire una parte della casistica, non certo tutti i fenomeni inspiegabili denunciati ogni giorno.
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Alcune testimonianze del fenomeno dei fulmini globulari (BL)
Il racconto di uno scienziato
Il racconto che segue è la testimonianza pubblicata dalla rivista Nature, di Graham K. Hubler, ricercatore del Naval research laboratiry di Washington (USA).
«Ho visto un fulmine globulare durente un temporale, nell’estate del 1960. Erano le 9 di sera ed era buio. Io ero seduto con la mia ragazza sotto la tettoia di un parco di New York (…) Una sfera giallo-biancastra delle dimensioni di una pallina da tennis apparve all’improvviso a circa 15 metri da noi. Non era associabile ad alcun fulmine “normale”. C’era poco vento. La palla si librava a 2 metri e mezzo dal suolo e si muoveva lentamente verso di noi. Appena entrò sotto la tettoia “cadde” sul pavimento, che era di legno ed era bagnato, passando ad un metro da noi e senza che noi sentissimo alcun calore. Svolazzò sul pavimento con un movimento a sobbalzi, ed uscì dalla tettoia verso destra. Si alzò fino ad un metro dal suolo, si spostò di altri 5 metri, cadde di nuovo al suolo e sparì senza alcuna esplosione. Ricordo che faceva il rumore di un fiammifero appena acceso. Aveva la luminosità di una lampadina da 10 W. (…) il tutto durò 15 secondi”.
Gonne bruciate e giga-palle
Ecco la sintesi di alcune testimonianze di persone che si sono trovate di fronte ad un fulmine globulare, ne sono state toccate o ne hanno visto uno “gigante”.
Catania febbraio 1991
«Erano le 5 di pomeriggio e stavamo sul divano quando d’un tratto vedemmo una piccola sfera delle dimensioni di una pallina da golf, luminosa e sfrigolante entrare nella stanza attraverso il vetro chiuso del balcone, rimbalzare 3 volte sul pavimento di marmo ed esplodere fragorosamente dopo 2-3 secondi, lasciando nell’aria un odore misto di zolfo e ozono.Il fenomeno non causò alcuna bruciatura ai tendaggi della porta a vetri del balcone».
Khabarovsk , URSS, estate del 1978
Durante una forte pioggia un BL arancione del diametro di 1.5 m stazionò sopra il cinema locale per circa 1 minuto, dopo di che esplose distruggendo i fili elettrici nel raggio di 150 m e lasciando un cratere del diametro di 1.5 m e profondo 20-25 cm. Furono rinvenute delle scorie e uno strano tipo di vetro con struttura “ectoplasmica”. L’energia stimata per l’evento è di circa un miliardo di Joule.
Mosca, URSS, 1977
Un BL arancione del diametro di circa 5 cm entra in un`aula scolastica bucando il vetro della finestra e dissolvendosi subito dopo. Il buco lasciato nella finestra è simile a quello che può essere ottenuto da un laser infrarosso a CO2: senza traccia di tensioni meccaniche nel vetro.
Smethwick, Inghilterra 8agosto 1975
Durante un temporale una donna viene investita da un BL di 10 cm di diametro, di colore blu, che le provoca un buco di 1×7 cm nella gonna prima di sparire con un bang. La donna riporta un’ustione di primo grado alla mano sinistra, con cui aveva tentato di allontanare il fulmine.
Oxford, Inghilterra ,1945
In un pomeriggio durante un temporale due ragazze si trovavano nel salotto della loro casa davanti al caminetto. All’improvviso si accorsero che all’interno della stanza era presente una sfera luminosa grande come una palla da tennis, più scura al centro e dai bordi sfumati. La “palla” si mosse lentamente verso il caminetto tenendosi lontano dai muri e dagli altri oggetti presenti nella stanza fino a sparire dentro al caminetto stesso. La durata dell’evento è stata stimata in circa 30 secondi. Più drammatiche le testimonianze di persone che hanno avuto una interazione fisica con un BL.
Beccles, Inghilterra 8 febbreio 1906
Durante un temporale compare a Nord-Est un cerchio di luce gialla con un diametro apparente paragonabile al doppio della luna piena. Resta visibile alcuni minuti mentre transita sopra la casa del testimone.
Fonte 1 Fonte 2
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